Corrispondenza privata - eneabiumi

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Corrispondenza privata

GIORGIO BARBERI SQUAROTTI

La sumènza du la nòcc - iL SEME DELLA NOTTE

La sua poesia è meravigliosa nel dialetto così fervido ed elegante e incisivo: ha scelto l’essenzialità, ma con la straordinaria capacità di concentrare nei suoi versi un personaggio esemplare, una situazione, una stagione, un’osservazione, un’esperienza, che diventano lezioni di verità e di bellezza.
Forse il dialetto parlato si sta offuscando, ma quello in versi non soltanto resiste, anzi si fa sempre più necessario come l’alternativa alla lingua per dire quello che la lingua non è in grado di esprimere.

GIORGIO BARBERI SQUAROTTI

Bosinata

Ho letto con vivo divertimento e con altrettanta ammirazione il suo romanzo lombardo così suasivo e sapiente nella scrittura che rinnova e reinvesta le forme e i modi del Gadda novellista, da lei condotta a compiuta struttura narrativa. L’opera è piena di trovate, invenzioni, giochi d’ironia e grottesco.


Gianni Caccia, redattore de “La Clessidra”, Novi Ligure

“Il romanzo (Bosinata) è senza dubbio avvincente per la rappresentazione tanto di una famiglia in declino (un declino che tende già allo sfacelo) quanto di tipi umani, personaggi chiusi ognuno nel proprio mondo, col proprio fardello di desideri, sogni, frustrazioni, fallimenti; da questa deriva si riscatta, o almeno sembra riscattarsi, il personaggio di Andrea, che resta, credo volutamente, un po’ nell’ombra, visto che il suo carattere emerge soprattutto da quanto altri dicono e pensano di lui. Interessante è poi anche l’impasto linguistico, che coniuga dialetto, lingua parlata, termini ricercati e latinismi; da questo cozzo scaturisce l’ironia che è la cifra del libro e rende esilaranti personaggi, situazioni, episodi. Questo stile composito è di solito sorvegliato; rare le cadute, dovute a mio parere soprattutto all’utilizzo talora eccessivo dei due punti o dei puntini di sospensione.”
VINCENZO GUARRACINO

“Grazie per Bosinata che ho letto con interesse e crescente piacere. La sua scrittura sa coniugare sapienza letteraria e freschezza rappresentativa, offrendo anche allegoriche prospettive etiche all’esemplarità di certi personaggi:”  


BENITO LA MANTIA

“Ho ultimato la godibile lettura di Bosinata. Ne ho apprezzato la lingua accorta e forbita, il ricorso alla corposità dialettale, la capacità di vivisezione, la qualità dell’ironia, i riferimenti colti, ma soprattutto il taglio, questo modo di affrescare per comparti, di realizzare tavola dopo tavola davanti agli occhi dello spettatore questo tuo polittico via via sempre più interessante e incisivo. Un modo singolare di costruire un tessuto narrativo, vincolandone la decifrazione all’accumulo e all’intreccio di segni, di sensi, di guizzi, di storie. L’efficacia e la vigoria rappresentativa, inoltre, fanno sì che taluni personaggi e certi scorci della cantata lascino una traccia non labile nella memoria del lettore (penso a figure come quella di don Sarti, di Judith, di Zita; a episodi come l’illustre prosapia…) Un’ottima prova d’orchestra, insomma, tale da convincere, da suscitare consenso.”


Luigi Bianco
direttore de IL MARTELLO


"Lei ha una scrittura felice, e una mano leggera che accompagna gli avvenimenti senza giudizi morali precostituiti (nonostante certe sue incursioni ironiche a veloce commento). Conosco bene Milano e la Brianza: e trovo nel suo libro atmosfere amiche (belle o brutte che siano). In qualche modo lei mi ricorda il migliore Chiara.... Tuttavia BOSINATA va al di là delle facili e divertenti annotazioni di costume. Si sente il suo respiro - non so se malinconico - che attraversa tutta la vita e dà aria al cambiamento senza calcare troppo la mano e la voce. Si sente che un mondo di valori perduti (di altre epoche) fatica a lasciare via libera a nuove esperienze: anche se le nuove esperienze possono avere le sembianze fredde e poco gradevoli di un'autoambulanza (il nuovo che arriva senza più preavviso e non lascia più spazio a una lenta continuità di comportamenti)


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