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Diritto e rovescio

DIRITTO E ROVESCIO

Commedia in tre atti
di GIULIANO MANGANO

Dramatis personae
ALDO, bottegaio
GERTRUDE, la moglie
ANTONELLA, sua figlia
BENEDETTO, un amico
NINO, figlio del Benedetto
VENANZIO, rappresentante
SIGNORA FERRI, una cliente
SIGNORA MOIOLI, una cliente
ROSA, sorella di Gertrude
TROMBETTA, avvocato
ERNESTO, postino
CALCATERRA, un altro rappresentante

L’azione si svolge nella periferia di Varese, negli anni sessanta.
Primo atto
La scena rappresenterà una bottega di alimentari. Ci sarà un banco dove si venderà al dettaglio, una porta che condurrà sul retrobottega, mentre la comune sarà utilizzata come ingresso principale . Il banco dovrà essere sistemato in modo che gli attori non diano in continuazione o con facilità le spalle al pubblico.
Secondo e terzo atto
La scena rappresenterà un salotto borghese. Sul fondo la comune, a destra e a sinistra le porte, che condurranno rispettivamente una in una camera, l’altra in retrobottega. In mezzo ci sarà un tavolo, quattro o cinque sedie ( ma che non siano d’ingombro ) e uno scrittoio-credenza sul fondo (a destra o a sinistra ). Sullo scrittoio primeggerà una foto del capo famiglia. Qualche vaso di fiori. Un brutto quadro.

ATTO I
Scena prima
(Aldo e Nino)
Aldo: Mi raccomando! Non stare in giro a giocare come il tuo solito!
Nino : Quel che comanda, signor Aldo!
Aldo: Ma sul serio, neh!? Non come l’ultima volta che ti ho sorpreso a giocare al pallone insieme ai ragazzi dell’oratorio!
Nino : Quel che comanda, signor Aldo!
Aldo: Quel che comanda, quel che comanda! Sei capace di pronunciare solo queste due parole. Ma poi fai quello che vuoi tu lo stesso! Ricordati che ti tengo qui al mio servizio per fare un piacere a tuo padre, che è un mio grande amico...e...( colpo di tosse ) ...e...per fare un piacere anche...(colpo di tosse ) ...anche a mia figlia che è cotta di te! Povera scema! E poi, sinceramente, mi piacerebbe anche a me che, quando non ci sarò più, continuassi tu questo mestiere d’oro...Hai capito!? E...e adesso va’, muoviti, che sono già le nove e ho bisogno che tu finisca il giro prima delle undici, che ho da farti fare altri piccoli mestieri...Va’...va’!
Nino: Quel che comanda, signor Aldo!
Aldo: Ma impiccati con il tuo comanda! Dico io! Che rapa d’un ragazzo che sei!
( Nino via )
scena seconda
( Ferri- Moioli - Aldo )
Ferri: ( a Moioli, entrando ) Mi deve credere, cara la mia signora Moioli! La fonte è sicura al cento per cento! Glielo giuro! Glielo posso anche rivelare...in una orecchio, tè! ( sussurra )
Moioli: Oh! Se è quella la fonte non è necessario giurare: le credo, come se fosse il vangelo! (segno di croce affrettato )
Aldo: ( al pubblico ) Ore 9.30: edizione mattutina del Gazzettino padano.
(alle donne ) Buongiorno, donne! Cosa posso servirvi?
Ferri : Buongiorno!
Moioli: Giorno!
Ferri: A me mi dia il solito pane all’olio, e in più un paio d’etti di bologna, di quella che non fa venire su il sapore, come se avessi dentro allo stomaco un ascensore!
Aldo : Bologna sensa sapore! E senza ascensore!(esegue)
Moioli: Del resto, era così anche la sua mamma. Come si dice: tallis mattris, tallis fillia!
Ferri: Ma non vada mica in giro a spifferare che questa storia gliel’ho raccontata io! Lo sa, sono una amica di famiglia di vecchia data e... e non vorrei che ....!
Aldo :( al pubblico ) Bella amica, ohei!
Moiol:Io, comunque, sono la discrezione in persona.
Aldo: ( al pubblico ) Quando dorme.
Moiol: Lei mi conosce! Quando mai vado in giro a zabettare i fatti degli altri?
Aldo: ( al pubblico ) Sempre!
Ferri: ( con intenzione ) La conosco! La conosco! Ma sa, alle volte, la lingua... chi la tiene? A lasciarla andare, dice il proverbio, dice la verità.
Aldo: ( al pubblico ) Io, alle donne, la lingua gliela taglierei volentieri! (alle clienti, gentile ) Ecco servita la signora! E’ abbastanza per oggi?!
Ferri: Per me sì!
Moioli: Tagli anche a me due fettine di bologna, vedo che ha un bell’aspetto, stamattina. Ma due fettine di numero, eh?! Non di più!
Aldo: Sarà fatto ( esegue )
Ferri: Comunque, mia cara, non c’è niente da fare! Quando la radice è ammalata, cresce bell’e che marcia anche la pianta!
Moioli: ( annuisce ) ( poi ad Aldo ) Avrei bisogno anche di un litro di latte, quello pastorizzato, e una scatola di biscotti, di quelli secchi, che si possono pucciare nel caffelatte alla mattina.
Aldo ( esegue )
Moioli:( assaggiando dal banco ) Oh! Come sono morbide queste polpettine ...che le assaggi, signora Ferri.
Aldo: ( mentre Ferri assaggia ) Non riesco a trovare la marca dei biscotti secchi che lei preferisce, signora Moioli... scusate un attimo, donne, che vado di là in retrobottega a cercarli... ( Aldo via )
Ferri:Prenda ad esempio l’Antonella, la figlia del signor Aldo. Ci ha dato, ci ha dato finché è riuscita ad aver qui in bottega il suo ( con affettazione ) ragasso...
Moioli:Ragasso... ? Per modo di dire: avrà una trentina d’anni...Altro che ragasso!
Ferri:Ne dimostra di più, ma trent’anni non li ha proprio!
Moioli: Sembra più vecchio di suo padre, però!
Ferri: Saranno tutti i suoi studi che fa.
Moioli: Perché? studia ancora? Alla sua età? Non lo sapevo!
Ferri: Non lo sapeva? E sì che il signor Aldo continua a ribadirlo, fino alla nausea ...
Moioli: Come mai?
Ferri: Dice che a studiare si diventa scemi nella testa: è il lavoro che conta, non i libri, secondo lui.
Moioli: Oh! Allora è per questo che lo tiene qui in bottega: gli fa imparare il suo mestiere e la sua abilità( gesto significativo che indica rubare )
Ferri : Bisogna pur rispettare la tradizione... e tramandarla: da padre in figlio...
Moioli :E da suocero in genero...
Aldo:( rientrando ) E dagli e dagli sono riuscito a trovare i biscotti per la signora Moioli. Voilà! Eccoli qui! Vede come noi trattiamo bene i nostri clienti, noi piccoli commercianti? Altro che i giesse, le stande, e i vari supermercati del cavolo, cara lei! Botteghe piccole e poi più!
Moioli: ( falsamente gentile ) Sa farsi in quattro il signor Aldo per noi, eh!?
Ferri:Tra tutti i bottegai del viale Valganna, il signor Aldo è il più simpatico e...onesto!
Moioli: Bisognerebbe segnalarlo alle autorità perché gli facciano un monumento in piazza
Aldo:Piano, piano, o donne! Chi ti loda più di quel che suole o t’ha ingannato o ingannar ti vuole.
Ferri e Moioli : Noi!?
Moioli:Io no di certo!
Ferri:Cosa dice mai?
Moioli:Cosa gli salta in mente?
Aldo: Niente paura, donne, è solo un proverbio!
Moioli:Allora, quanto le devo?
Aldo:( fa i conti ) Trentamila lire giuste.
Moioli :( rifà i conti fra sé ) ma... è aumentato qualcosa?
Aldo:I biscotti, signora Moioli. I biscotti: sono aumentati stanotte. E’ su tutti i giornali, in prima pagina, ecco qua ( estrae un giornale ) a lettere cubitali!
Moioli ( sulla comune ) La mia pensione però non è aumentata stanotte! Nemmeno a piccole lettere! Altro che cubitali!
( Moioli via )
Aldo:Che cosa pretende? Ha la pensione di tre mariti: non vorrà che le faccia lo sconto della triplice vedovanza, no?
scena terza
( Antonella e detti )
Ferri:( porgendo un libretto blu ) A me segni pure: pagherò la prossima volta tutto in un conto solo.
Antonella:E’ ritornato Nino?
Aldo:Non vedi che non è qui?
Ferri:Scusate se interrompo: ma prima di andàr via, intanto che mi ricordo, avrei bisogno, per domenica che viene, un paio d’etti di misto, con il solito salame di grana grossa che assomiglia a un burro: me lo può mettere via, per favore?
Aldo:Certamente
Ferri:Grazie! Allora... allora io vado. Arrivederci ( via )
Aldo:Di niente. Sono qui per servirla. Saluti!
Antonella:E’ un po’ di giorni che tratti male il Nino. Perché? Cosa ti ha fatto?
Aldo:Che cosa mi ha fatto?... Niente...Niente mi ha fatto!
Antonella:E allora perché ce l’hai a morte con lui?
Aldo:Io? A morte ... con lui? Io voglio solo fargli imparare il mestiere...perché... perché lo tengo come se fosse mio figlio.. dunque gli voglio insegnare a stare al mondo, che non è facile al giorno d’oggi. Ti dico la verità: a me mi piange il cuore vederlo sempre lì con la testa nei libri e i libri nella testa... Certe volte, te lo dico in tutta confidenza, non riesco a capirlo, a comprenderlo...questo Benedetto ragazzo!...Guarda, te lo giuro, gliela brucerei tutta quella cartaccia che ha davanti. Ha quasi trent’anni e studia ancora! Non è possibile! Credimi che ho vergogna per lui!
Antonella:Forse stai esagerando un po’, papà! A parte il fatto che il Nino ha solo venticinque anni, e non trenta, come dici tu, e che fra tre o quattro mesi è già bell’e laureato, io non so perché disprezzi così tanto i suoi studi...o la cultura... perché? Non è per caso che ne provi gelosia?
Aldo:E tu chiami cultura buttar via la testa nei libri? La scienza, cara la mia ragazza, non sta nei libri, ma nella vita...non è fatta di astruserie, ma di cose pratiche, concrete, che si toccano con le mani...
Antonella:Come i denari!
Aldo:Brava! Come i denari
scena quarta
( Gertrude e detti)
Gertrude:( cantando ) Marina, Marina, Marina, ti voglio al più presto sposar...
Aldo:Uccel che canta in gabbia o canta per amore o canta per la rabbia. Visto che alla tua età di amore ce n’è restato ben poco, per non dire niente del tutto, allora vuol dire che è la rabbia che ti fa cantare...
Gertrude:Sì! La rabbia! Che mi fai prendere tu quando parli così da stupido...!
Aldo:E’ un parlare onesto, veritiero. Ma già: la verità, si sa, la fa male!
Antonella:Stamattina il papà ce la su con tutti.
Aldo:Mettere la gente davanti alle sue responsabilità non significa averla su con tutti.
Gertrude:Ma bisogna essere anche obiettivi nei giudizi
Aldo :Più obiettivo di così!
Antonella:Adesso! Non mi sembra proprio che la mamma sia tanto vecchia come vuoi descriverla tu!
Aldo:Tu, carina, parli per il tuo interesse. (reazioni da parte di Antonella) ...Adesso ti spiego: giovine lei, più giovine te! Chiaro? E comunque, prevengo ogni tua protesta, se tua mamma non fosse tanto vecchia, non starebbe di sopra delle ore intere in camera da letto a pasticciarsi la faccia... E mettere su di qui... e tirar via di là... e una rughetta qui... e una là... e una lisciatina ...e una pennellatina...Non l’hai mai vista quando si libera della panciera? pare incinta di quattro mesi! Che a volte, quando non sono ben sveglio, mi prende una paura, ma una paura!
Gertrude:Quando tu hai l’occasione di parlare male di me, sei tutto contento. Sembra addirittura che ringiovanisci... di tanto diventi un gallo!
Aldo:Magari fosse vero! Venderei il brevetto al mondo intero...E sarei sommerso da una valanga di soldi ...danee...danee ... danee!
scena quinta
( Benedetto e detti )
Benedetto:Danè, danè, danè! Ma perché non erigi un monumento ai danè? Sono diventati il tuo Dio, il tuo padrone, la tua filosofia...
Aldo:Forse il paragone è un po’ esagerato, ma sei andato vicino lo stesso alla verità
Benedetto:Allora, quando muori, di’ a tua moglie di farti fare una cassa tutta tappezzata di biglietti da centomila...
Antonella:No! No! I soldi servono a me!
Aldo:Hai sentito? Nemmeno dopo morto mi vogliono accontentare
Gertrude:Già! Ma intanto però non muori lo stesso!
Aldo:Hai così premura?
Gertrude:Sono ormai dieci anni che ti sento piangere: mi fa male il cuore, ho le coronarie che non funzionano più...e le vene... non sai come sono fragili le mie vene... e la flebite... la circolazione del sangue... il diabete... Muoio, Gedìn... Gedìn sarei io, mi chiama così quando è in vena di tenerezza... muoio...E poi non muori mai!
Benedetto:Ti vuole un gran bene tua moglie, eh! Un bene da morire!
Antonella:Son cose che si dicono così, signor Benedetto, per stare, come si dice, un po’ allegri.
Benedetto:Mi pare un’allegria un po’ macabra, cara. Ma intanto che sono qui, e per cambiare discorso, fammi un piacere: tagliami un paio d’etti di formaggio, di quello svizzero, con la goccia, e un etto di stracchino, di quello dolce...
Antonella :Questo? Va bene? ... E questo?
Benedetto:Brava, proprio quelli. ( ad Aldo ) E mio figlio? Si può sapere come va nel suo nuovo ruolo de garzone di bottega?
Aldo:( incerto ) Ma... non si può parlarne male... Ma se fosse un po’ più sveglio e un po’ più furbo... andrebbe meglio...
Antonella :( premurosa, rimproverando ) Papà!
Benedetto:No! No! Non difenderlo! Voglio sapere la verità!
Aldo:Mi pare, se proprio vuoi sapere la verità, che tuo figlio viaggi con la testa nelle nuvole... o meglio... nei libri: te lo confido con tutta franchezza, vorrei vederlo un po’ più pratico, concreto, attento ai fatti materiali...
Benedetto:Se ha la testa nelle nuvole forse ha imparato da me. Ma almeno lavora o no? O è iscritto alla società del guai a chi suda?
Aldo:Per lavorare, lavora. Soprattutto quando è ‘insieme a mia figlia: si ficcano là, nel retro, da soli, e stanno lì delle ore intere a lavorare. Sbattono, frugano, fregano, pasticciano, fanno e disfanno: insomma, alla fine della fiera, la merce è pronta per la consegna.
Antonella :Due etti e trenta grammi: va bene così?
Benedetto:Benissimo! Segna sul libretto che alla fine del mese vengo a pagare.
Gertrude:Non segnare nulla, Antonella. Il Benedetto è un amico: per un paio d’etti di formaggio non è il caso.
Aldo:Che il Benedetto sia un amico è la sacrosanta verità. Ma se vuole pagare, lascia che paghi: sarà un pagare da amico...E poi...gli affari sono affari! Si vede proprio che i soldi non li maneggi tu!
Gertrude:Lo scusi, signor Benedetto! A mio marito non c’è come parlargli di sconti e di regali per fargli dimenticare i sentimenti (tragicomica ): sei un giuda! Un...Un giudeo del Sacro Monte!
Aldo:E già! Perché le tratte non le tratti tu! Io, io le maneggio le tratte! Io le ho sulle mie spalle! Altro che! Prova tu ad andare da quello della Galbani, a pregarlo di concederti uno sconto o addirittura di regalarti uno scatolone di formaggini mio! Guarda qua! Guarda! ( apre il cassetto)
Queste sono tutte tratte da pagare, al primo lunedì del mese... Don Enrico festeggia il primo venerdì del mese, a me invece tocca festeggiare il primo lunedì...in banca... domandalo un po’ al cassiere... siamo persino diventati amici... da tanto che ci frequentiamo...
Gertrude:Il Benedetto sì che ti è amico! Possibile che non lo sai riconoscere? Possibile che non puoi offrirgli un paio d’etti di formaggio?
Benedetto:Lasci perdere, signora Gerrtude, conosco il mio amico Aldo e so che cosa vuol dire ...non me la prendo, di certo ...
Gertrude:Oh! Ma è una figura troppo grande!
Antonella:Papà! Non sei capace nemmeno di rispettare i sentimenti
Aldo:Oh! Bella! Ma se è lui che vuole onorare il suo debito? Perché mai proprio io dovrei rifiutare? Se rifiuto, potrebbe offendersi.. ed io non voglio offendere degli amici...Certo che se dovessi imitare gli esempi di tua madre...! Beh! Con le sue amicizie, lei farebbe mangiare gratis tutti gli operai del Dansi... a patto che siano belli, forti e robusti...e soprattutto alti, almeno una spanna più di me!
Benedetto:Via, via! Non è il caso di mettersi a litigare (ad Aldo) vieni al bar che ti offro un caffè.
Aldo:Sì. Sento proprio la necessità di un calmante!
( via entrambi )
scena sesta
( Gertrude e Antonella )
Gertrude:Allora il Nino si è deciso finalmente a fissare l’anno del matrimonio, o è ancora tutto in alto mare?
Antonella:Non abbiamo ancora parlato di questo.
Gertrude:Ma che tipi che siete, voi due! Che cosa aspettate? Quando è ora di portarvi al Molina?
Antonella:Penso che prima di prendere qualche decisione, Nino debba per lo meno essere laureato e a posto col lavoro.
Gertrude:Ma se sono già tre anni che continua a promettere di prendere questa benedetta laurea e poi non si laurea mai?
Antonella:Via! Non esagerare anche tu come papà. E solo un anno fuori corso...
Gertrude:Io, quelle cose non le capisco... ma mi sembra che fra tutte e due formiate una bella coppia! Va’ là!
Antonella:Del resto, è meglio aspettare che sposarsi senza ben conoscersi...senza un avvenire... Mi pare di sentirlo arrivare. Chiedilo a lui, se vuoi...
scena settima
( Nino e dette )
Gertrude :Nino! Nino, sei tu?
Nino:(d.d.) In persona.
Gertrude:Mi ha detto Antonella che dopodomani dopo avresti un esame: è poi l’ultimo?
Nino:(entrando ) Se Dio vuole, sì! E poi la tesi, finalmente!
Gertrude:Sicuro?
Nino:Certo!
Gertrude:Meno male! Così dopo potrai pensare a sistemarti.
Nino:Eh, sì! Sto già cercando una qualche sistemazione, magari a part-time, presso lo studio di qualche avvocato...
Gertrude:E sistemarti dalla parte del cuore, ancora non ci pensi?
Nino:Da quella parte sono già sistemato. E comodamente, devo confessare.
Gertrude:Cerca di non fare il furbo con me!
Nino:Faccio quel che posso...ma adesso, con permesso, vorrei ritirarmi a studiare, mentre aspetto il padrone...
Antonella:Mi ritiro anch’io...
Gertrude:No! Tu sta qui Gli fai perdere la concentrazione nella materia.
Antonella:Ma se l’ho sempre stimolato, io, con la mia materia!
Gertrude:E’ vero?
Nino:Non posso negare. La sua presenza è stimolante e di conseguenza favorisce l’apprendimento della materia stessa. Se non avessi timore di plagiare nostro padre Dante, direi che la donna è come un angelo che ci guida alla scoperta della verità...
Gertrude:Bene! allora va di là a stimolarlo: di materia mi sembra che ne possiedi a sufficienza.
scena ottava
( Venanzio e Gertrude )
Venanzio:Buondì, signora Gertrude. Il maritino non c’è?
Gertrude:E’ uscito un attimo fa con un suo amico
Venanzio:E non ha paura di lasciare da sola una così gentil beltade?
Gertrude:Ha voglia die scherzare, stamattina, il signor Venanzio...
Venanzio:Non sono mai stato così serio come in questo momento!
Gertrude:Via, via! Non sono complimenti che si possono fare ad una donna sposata!
Venanzio:Anzi! E’ proprio perché è sposata che li merita questi complimenti!
Gertrude:Sta diventando matto?! E poi ci troviamo qui in bottega, potrebbe venire gente, potrebbe entrare improvvisamente mio marito...cosa penserebbe?
Venanzio:Può pensare quello che vuole!! E’ più di quindici anni che faccio il viaggiatore, e sono più di quindici anni che la vedo, signora Gertrude, sotto le grinfie di quel bruto d’un Aldo, suo marito. Altro che angelo della casa...lei è una schiava... glielo dico io, e mi dispiace... Quindici anni che è sempre lì, dietro la cassa, a segnare sui libretti dei clienti, a prendere i soldi, a restituire il resto, sottomessa in tutto e per tutto a quello schiavista d’un marito... ( proteste deboli da parte di Gertrude ) Che me lo lasci dire, signora Gertrude, che mi faccia parlare: è ora di cambiare vela, di ribellarsi... Una bellezza pari alla sua non è stata creata per ascoltare i clienti, le loro lamentele, i loro capricci... Lei è fatta per le nobili altezze... per salire in alto sempre più in alto...ma per questo ci sono qua io che la porterò fuori da questo immondezzaio, verso le altitudini pure del cielo, verso le vette sublimi della nobiltà...
Gertrude:Piano, piano, signor Venanzio! lei mi confonde, tanto che vede, adesso, non riesco nemmeno più a ragionare....
Venanzio:Non è necessario ragionare... non c’è nulla da capire...( in ginocchio) per l’amore sconfinato che ti porto, per questo cuore malandrino che ti vuole, per il mio spirito solitario che ti cerca, Gertrude, (comicamente tragico ) fuggiamo, fuggiamo verso lontani lidi, esotiche sponde, la nostra alcova preparata è già, nessuno può fermarci: né il tempo, né l’ora, né i falsi affetti...fuggiamo, l’ora dell’amore, del vero amore, è scoccata anche per te ( s’inchina verso terra nell’atto di abbracciarle i piedi )
scena nona
( Aldo e detti )
Aldo:(entrando) Ha perso qualcosa signor Venanzio?
Gertrude:Una lente a contatto
Aldo:Teh! Non lo sapevo che portasse quelle cose lì!
Gertrude:Adesso lo sai!
Venanzio:Ecco: l’ho trovata ( da parte, finge di rimettersi la lente)
Aldo:( dopo aver scrutato incuriosito Venanzio ) E’ tornato quel fannullone d’un Nino?
Gertrude:E’ andato nel retrobottega con Antonella, deve studiare per un esame di domani.
Aldo:Di che esame si tratta? Di anatomia, forse?
Gertrude:Non lo so, non parla molto volentieri dei suoi studi ...
Aldo:E tu non ti sei informata? Ma che mamma sei? Domandaglielo! Anche perché sono curioso pure io di saperlo.( Gertrude via ) ( a Venanzio ) E lei, signor Venanzio, come mai è venuto qui anche oggi? Non è il suo giorno di riposo?
Venanzio :Non viaggiatori no abbiamo nessun giorno di riposo, non siamo certo equiparati a degli statali. Volevo semplicemente sapere se avesse bisogno dei biscotti latte e miele, che vanno così a ruba...
Aldo:Andranno a ruba nelle altre botteghe, qui no. Al giorno d’oggi quello che rovina i piccoli commercianti, e il commercio in generale, sono tutti questi grandi magazzini, questi supermercati dell’ostrega che si sono moltiplicati come funghi. Oltre alla concorrenza sleale nei prezzi ti portano via il liquido contante. La gente, quando la resta senza liquido, viene da noi piccoli negozianti e fanno segnare sui libretti... naturalmente Venzio E lei venda la merce pronta cassa...
Aldo:Non arriverebbe più nessun cliente ... Si squaglierebbero tutti come uccel di bosco ( entra Gertrude ) ...Ma ecco mia moglie...Gertrude, fammi un piacere: va’ di là a fargli vedere tutta la quantità di scatole di biscotti latte e miele che è rimasta invenduta... Il signor Venanzio non ci crede... E’ come san Tommaso in persona: toccare per credere...
Gertrude:Ma... non è il caso ...
Aldo:( a Venanzio ) Vada nel retro... e tu accompagnalo, su, non essere maleducata...
( Venanzio e Gertrude via )
Intanto io ne approfitto per fare due conticini...Prevedo che questa settimana ho guadagnato molto poco, anzi ci ho perso ...Il giesse ha fatto il ribasso di tutta la carne di maiale ed io sono rimasto a secco... Fortuna che c’è ancora l’abitudine di farsi servire a domicilio... Sul servizio aggiungo il dieci per cento e con questo mi rifaccio un po’ le ossa...
(squilla il telefono )
Pronto!...Sì! Sono io...chi parla, prego? Ah! la signora Bottasini... sì, che la mi dica...Tre etti di ravioli freschi di giornata... per oggi?... Ah! ecco...perché se li avesse avuti bisogno per oggi avevo già finito la scorta... lo sa?...Vanno, vanno... Sarà perché sono fatti dalle mani delicate della mia dolce metà ... Il solito misto... le inserisco anche la lingua?... E’ arrivata fresca proprio stamattina ( fa un gesto come per dire: non è vero, ma non importa ) Poi?... Non ho capito mi scusi, ma sto diventando un po’ sordo... La cannella?... Sì, ho la cannella... e come!...Va bene...inserisco anche quella...E un chilo di pane...A ben vedercela signora Bottasini, i miei rispetti al signore. Ecco fatto ( soddisfatto ). Nino!? Nino! Fa’ in fretta, vieni, che ho un servizio da preparare! Su, muoviti!
scena decima
( Nino e Aldo)
Nino:(entrando) Eccomi! Quel che comanda, signor Aldo!
Aldo:( mostrandogli il foglietto ) Tieni! Prepara tutta questa merce e cerca di non dimenticare nulla, hai capito? La signora Bottasini abita lontano... fin quasi alla Valgella, e la benzina costa, andare su e giù due volte è uno spreco che non posso permettermi. Hai capito?
Nino :Sarà fatto.
Aldo:Bene, vai pure... Ah! no, Fermati un momento... Mi dimenticavo io adesso...che esame stai preparando?...Di anatomia forse? Visto che hai voluto ostinatamente la consulenza di Antonella...
Nino :Sociologia del diritto...
Aldo:Oela! Roba da diventar matto...veramente! E la sociologia del rovescio non la si studia più, mio caro figlio?
Nino :Non esiste una simile materia.
Aldo:Ah no!? E allora dovrebbero inventarla... Possibile che a tutti questi genioni di gran professoroni di cattedratica non si a mai venuto in mente che insieme al diritto bisogna accoppiare anche il rovescio? Eppure è così facile da capire! Diritto e rovescio, rovescio e diritto: su e giù giù e su...
Nino:Ma il diritto che si studia all’Università non ha niente a che vedere con queste sue teorie strampalate, tanto che sembrano barzellette...
Aldo:Non sono barzellette, caro figliolo! E’ la realtà! Oggi ti va bene tutto ...e siamo davanti al diritto... domani ti va tutto di traverso... ed è il rovescio...no?
Nino:E’ una filosofia un po’ troppo semplicistica, questa...E poi il diritto che studio io ha a che fare con i grandi nomi della cultura umana...Weber, Durkeim, Rousseau...
Aldo:( fermandolo ) E questi grandi professoroni dell’umanità, come affermi tu, non hanno mai pensato che una vela, in mare aperto, quando c’è una bella burrasca, ma di quelle giuste, va a gambe per aria e mostra il culo al cielo al posto dell’albero maestro?
Nino:Lei sta confondendo le carte in tavola.
Aldo:No! Proprio no!
Nino:Io dico di sì...perché vuol dimostrare che i miei studi non valgono niente... vuole confondermi... ma si sbaglia
Aldo :Dimostramelo!
Nino:Glielo proverò! Intanto vado a preparare il servizio...
scena undicesima
( Gertrude, Venanzio, Aldo)
Gertrude:(entrando) Vede, dunque, che per il momento non possiamo effettuare ulteriori acquisti...
Venanzio:Sarà per la prossima volta...
Aldo:Allora, signor Venanzio, ha visto, ha toccato colle mani come san Tommaso? Gertrude, gliel’hai ben mostrata la merce? Gliel’hai fatta toccare? ( a Venanzio ) Ha toccato, ha toccato?
Venanzio:Ho toccato!
Aldo:Allora è soddisfatto? Non voglio che domani mattina venga ancora qui a pretendere di vendermi i biscotti latte e miele! Ha saziato i suoi occhi? Ha visto bene? Mi scusi se insisto, ma non vorrei proprio averlo tra i piedi, mi scusi, qualche altro giorno...
Venanzio :Ho visto, ho toccato, e mi sono saziato!
Aldo:Bravo! Così si fa! Queste sono le frasi storiche che bisogna sentire!
Venanzio:Dunque, ripasso fra una qualche settimana?
Aldo:Dica pure fra un paio di mesi! Gertrude, per favore, accompagna il signore alla porta mentre io continuo le operazioni carico e scarico ... Grazie!
Gertrude:Venga, signor Venanzio che l’accompagno fino alla macchina ...
Aldo:Fra un paio di mesi... Ci siamo capiti?
Venanzio:Ho capito... Addio!
( Venanzio e Gertrude escono )
Aldo :Rivederci...
( esce da una parte laterale, dopo aver preso carta e matita)
scena dodicesima
(Antonella e Nino )
( inizialmente la scena rimarrà vuota per qualche secondo, rumori dal fondo, e un’automobile che parte)
Antonella:Devi proprio avere una pazienza di Giobbe per sopportare quel rustico di mio padre!
Nino:( melodrammatico ) E’ il tuo amore cara che mi dà la forza e il coraggio...
Antonella:Oh! Nino
Nino:Se non avessi te, se non ti amassi, di sicuro l’avrei già aggredito, se non con le mai, certamente con le parole. Ma...pensando a te, mi freno. Vedo tutto sotto un altro aspetto... e... e riesco a sopportare anche tuo padre... e un po’ anche tua madre...( Antonella cerca di riprenderlo ) ...Sì, anche tua madre...che spesso mi soffoca, mi opprime con quel suo:( scimmiottando) quando la sposi, quando la sposi...? Non c’è noia maggiore e peggiore di questo ritornello
Antonella:Ma almeno mi vuoi bene?
Nino:E come potrei altrimenti?
Antonella:( fingendo serietà) E allora quando mi sposi?
Nino:( La guarda un po’ stupito, poi intuisce lo scherzo ) Mai e poi mai!
Antonella:( fingendosi risentita ) Malvagio e crudele!
Nino:( stanco delle finzioni ) Ti amo!
Antonella :( tenera ) Anch’io, sai? Molto!( si abbracciano e baciano a soggetto )
scena tredicesima
(detti e Aldo )
Aldo:Ah! E’ così che si studia? Quasi quasi mi faccio studente anch’io. Che facoltà mi consigli? Quella di anatomia? E’ interessante?
Antonella :Via! Papà!
Nino:Signor Aldo, lasci che le spieghi...
Aldo:E perché bisogna spiegarsi? Lo sai, caro il mio giovanottello, che mi piaci un mondo quando ti vedo accanto a mia figlia che l’accarezzi e che la baci? Io sarò un po’ rustico ed ignorante, non ho studiato io, ma ragiono così: abbracciala, baciala, sposatela e portatela in letto! Ragiono male? Non mi sembra...Se sbaglio correggimi tu che hai studiato... E poi, non per dire, l’ho messa la mondo io l’Antonella: è mia figlia... e qui di roba da studiare ce n’è un sacco e una sporta... altro che i libri...! I libri...sì! Tutte fantasticherie, tutte falsità...roba marcia...Eccola qui la verità...questa è la vita! Goditela intanto che sei giovane...intanto che c’è tempo, voglia e fisico. Perché dopo a una certa età...( gesto significativo ) ti resta poco o niente...si è stanche, affranti, non si ha più voglia...Cogli la Rosa mentre è in fiore, sennò ... dammi retta, ho esperienza e cognizione di causa...abbandona tutti i tuoi libri, tutta quella cartaccia buona a niente...Ti regalo la bottega, va’, se mi ascolti. Insieme, naturalmente, a mia figlia...
Antonella:( tra il rimprovero e la gratitudine )Papà...
Nino :Grazie, ma non posso accettare.
Aldo:( riscaldandosi ) E perché no? si può saperlo, eh!?
Nino:Primo perché, senza offesa, non ho la stoffa del commerciante...
Aldo:Di questo mi sono già accorto, ma con un po’ di pratica ...
Nino:Secondo perché sarebbe sciocco, mi scusi, da parte mia, interrompere gli studi proprio ora che ho quasi terminato, che sono agli sgoccioli...Terzo
Aldo:Calma! ( pensieroso ) Parli bene tu... è vero... quasi quasi sono tentato di darti ragione... ma (accalorandosi ) la mia esperienza dice...
Antonella:( tappandogli la bocca gentilmente)
Lascia perdere la tua esperienza, papà...lasciaci fare di testa nostra...non siamo più bambini...
Aldo:Ma...
Antonella:Non c’è ma che tenga... Consigli di questo genere il Nino ed io non li accetteremo mai...
Nino :Oggi come oggi, una laurea...
Aldo:No, no! Porca malora! Ma non avete capito niente! ... Niente ...La laurea...sì! E’ carta straccia. Quella che vale ( va nel cassetto e ne estrae moneta ) è questa di carta...E poi...(accalorandosi ) se non volete darmi ascolto, andate pur via, fuori dalla mia casa ...sposatevi pure... ma senza il mio consenso...Allora sì vi accorgerete come vale la mia esperienza in confronto della vostra cecità!... Vi viene in tasca tanto con i vostri libri! La vostra scienza... i vostri diplomi...Puah! ( finge di sputare ) Roba buona solo da sulle pareti del cesso...Ricordatevi che... ( alza il braccio quasi profeticamente, ma viene fermato dalla figlia )
Antonella:Basta! Papà, basta! Sono stanca di sentirti fare questi discorsi ( accenna al pianto )
Aldo:Adesso cosa c’è? Non si può sostenere un piccolo ragionamento in questa casa che subito si mettono a piangere ... E’ tutta sua madre! ( a Nino ) Hai visto? Adesso l’hai fatta anche piangere, la mia Antonella, con i tuoi discorsi campati in aria, fuori proposito...
Nino:Ah! sarebbero miei i discorsi fuori proposito!?
Aldo:Certo! E di chi altrimenti? Io sono ben capace di ragionare, cosa credi? Con tutta la ...
Nino e Antonella:( all’unisono, ma con toni differenti ) la mia esperienza...
Aldo:Ma tu...tu sei senza cervello, una testa in aria... tra nuvole...anzi: tra i libri...Studia, studia che in questo modo riempi la casa di soldi! Stupido che non sei altro!( prende Nino per le spalle e lo butta violentemente tra le braccia della figlia. Poi se ne va )
TELA

ATTO II
scena prima
( Gertrude e Aldo )
Gertrude:Come? Non hai ancora terminato di far i tuoi conti? Tutte le domeniche che ha creato il Signore tu le impieghi in questa bel modo: fare i conti!
Aldo:E tu invece tutte le domeniche che ha creato il Signore le impieghi per rompermi le scatole!
Gertrude :Villano al quadrato!
Aldo:Hei! Siamo ormai sposati da vent’anni e sono vent’anni che mi sento ripetere codesto ritornello, con conseguente abominevole turpiloquio
Gertrude:Infatti, sono vent’anni che mi rispondi in malo modo, come se io non fossi tua moglie, ma il tuo cane, o peggio ancora il tuo asino da soma...
Aldo: Sempre di bestia si tratta...
Gertrude:Ecco! Vedi? Sei solo capace dio offendere!
Aldo:( cantando ) Vieni piccina mia, vieni dal tuo papà... (cerca di avvicinarsi alla moglie per stringerla ai fianchi )
Gertrude:E sta fermo! Per chi mi hai preso? Per la tua schiava personale?
Aldo:Non sarebbe poi un’idea malvagia
Gertrude:Ma non lo sai che lo schiavismo è abolito su tutti i mercati del mondo? Lo sai o non lo sai? Dì...
Aldo:A dir la verità lo sapevo, certo, ma se vai avanti a chiacchierare per niente non posso concentrarmi nelle operazioni... E poi cosa sarebbe mai tutta questa storia dello schiavismo: è già da un po’ di tempo che avanzi certi idee!? Mi nascondi qualcosa?
Gertrude:( incerta ) No...ma... ( suono di campane ) Senti: suona messa. E’ già il terzo: vuoi arrivare tardi a messa anche stamattina?
Aldo:Che cos’è tutta questa fretta di cacciarmi via? Non aspetterai mica il moroso, delle volte?
Gertrude:( imbarazzata ) Aldo...dai!?... E’ già la terza domenica consecutiva che perdi messa...perché arrivi in ritardo
Aldo E’ sufficiente arrivare al Vangelo: la messa ha lo stesso valore, tutta intera...
Gertrude:Su, su...piantala lì con i tuoi conti...miscredente...
Aldo:Oh! Ma allora è vero: tu aspetti l’amante!
Gertrude:No, no! ( ancora imbarazzo ) mi preoccupo... mi preoccupo della tua anima piuttosto...adesso stai anche diventando vecchio e ....
Aldo:Della mia anima? Non voglio morire oggi! ( guarda l’orologio ) Ho ancora tutto il tempo di fare un ultima operazione di matematica applicata... applicata naturalmente ai miei interessi...
Gertrude :Ma farai tardi, lazzarone!
Aldo:Ti dico di no...E poi anche se arrivo dopo il Vangelo basta che nel bacile infili dentro qualche soldino... e la messa vale come se l’avessi ascoltata interamente...
Gertrude:Non sono ragionamenti da fare! Prova a dirlo anche a don Franco e poi mi saprai rispondere...
Aldo:Ma se è stato proprio lui a consigliarmi questa penitenza per tutte le volte che arrivo in ritardo in Chiesa?
Gertrude:Non ci posso credere e... e comunque non aggravare la situazione, adesso...
Aldo:( si alza a fatica, guarda l’orologio, indugia ) Bene vado...( prende il cappello, poi quando è sull’uscio )
Mi raccomando il risotto: non farmelo crudo, perché non riesco a digerirlo...
Gertrude:Lo farò diventare colla dei manifesti, se Se è così che ti piace, ma sbrigati ora se non vuoi arrivare tardi a messa...Aldo Oh! Che fretta! Vado vado!(via)
scena seconda
( Gertrude e Antonella )
Gertrude:( rimane un po’ pensierosa, poi va all’apparecchio telefonico. Mentre sta per prendere il ricevitore entra Antonella, visibilmente addormentata. Riattacca il ricevitore )Le ore piccole anche stanotte eh!?
Antonella:( sbadigliando ) Insomma, mamma non siamo più dei bambini!
Gertrude:Non è questo! Ma se vai avanti così ti rovinerai la salute. Conservati, dai, che è meglio per te!
Antonella:A chi volevi telefonare?
Gertrude:Mi era venuto in mente di invitare la Rosa
Antonella:Oh! sì! La zia Rosa! Sono contenta di rivederla!
Gertrude:Lo sai che dopo che le si sono sposati i figli mi sembra più sola che mai. Bisognerà pure farla sentire viva, povera donna!
Antonella:Mah!?...Telefona, allora...perché non telefoni?
Gertrude:Ma... forse, non so, non è in casa ....
Antonella:Dove vuoi che vada? Certo non dalle nuore... Dicono che noi siamo bottegai... quasi con disprezzo....come se fosse meno nobile vendere che comprare...
Gertrude:Hai ragione! E’ grazie alla bottega che la Rosa ha potuto allevare bene i suoi figli!
Antonella:Però che strano! Possibile che il Gianni e il Nando non pensino alla loro madre?
Gertrude:Eh! Cara mia! C’è tanto egoismo oggi, nelle famiglie che non si guarda in faccia più a nessuno...nemmeno alla madre...!
Antonella:Io non agirò così! Te lo giuro!... E nemmeno il Nino...
Gertrude:Non giurare che si fa peccato! ...E poi domani non si sa come si vada a finire... ( pausa ) I giuramenti... (pausa ) la fedeltà... ( riflette pensierosa ) Via, via... non è il momento... (scaccia con la mano i pensieri) Piuttosto... c’è una qualche novità fra te e il Nino o no? Per esempio quando vi deciderete una buona volta a fissare la data del matrimonio?
Antonella:Oh! Adesso mi viene in mente... e sono in ritardo...Devo uscire con Nino...che mi aspetta in piazza...forse è già là ad aspettarmi... ( via )
Gertrude:Quando tocco certi argomenti mi scivola via come una saponetta bagnata....Mah!
scena terza
( Gertrude e Venanzio )
Gertrude:( ritorna al telefono e compone il numero )Pronto? Rosa?... sono io, Gertrude... Ciao...Come stai?...Bene... sì, anch’io...Eh? ...Mah?! Non lo so... Non lo so quando la sposerà...sarà quando Dio vuole...Certo, io ho piacere di vederla sistemata... Il Nino?...Ah! E’ un bravo ragazzo... lavora... studia...eh! già! E’ un grande dono questo, Hai ragione!....No...Sì...sì...certo... ( suona il campanello )
( forte ) Vengo subito!( al telefono ) Suonano alla porta, ti devo lasciare, ciao!... Oh! Che oca! Dimenticavo il vero motivo della telefonata...Oggi vuoi venire a pranzo da noi?...Sì? Bene, ti aspetto, allora!...Ciao, ciao... ( riattacca, poi di fretta corre ad aprire) Arrivo!( apre la porta e appare Venanzio )Lei!? Lei qui!? Ma che cosa vuole ancora da me? le ho già spiegato che non voglio più aver nulla a che fare con lei! Quello che c’è stato c’è stato fra noi, ma adesso è tutto terminato! Basta! E’ tutto finito... E poi che faccia tosta, venire fin qui ... in casa mia!...
Venanzio:Lascia che ti spieghi, calmati! Io, come vedi, mi permetto ancora di darti del tu, non della signora... dopo quello che abbiamo passato insieme.... ( romantico, ma forzato ) Tu ed io.. Insieme! Non ho dimenticato quei bei momenti che abbiamo vissuto... i tuoi baci, come erano dolci... Gertrude, più dei biscotti latte e miele che ti ho venduto i tuoi occhi, le tue dita, le tue mani... i tuoi...
Gertrude :Basta! Taci, taci! Così mi fai soffrire!
Venanzio:No! Voglio proseguire! Sono ricordi, certo, perché ormai ...(triste, recitativo )...Ormai tu hai cambiato atteggiamento nei miei confronti
Gertrude:Sono sposata, Venanzio... Ho i miei doveri... i miei compiti di responsabilità...
Venanzio:Ma eri ben sposata anche tre mesi fa quando nel retrobottega mi accarezzavi... mi baciavi... con tutta la tua passione... e l’ardore... e ti accaloravi... e la tua bocca era un’armonia piena di...
Gertrude :Taci! Per favore! Basta!
Venanzio:Non dire basta! O eri bugiarda allora, quando mi sussurravi: t’amo, Venanzio, più della mia vita!...O sei bugiarda adesso nel dirmi: basta...
Gertrude:Non mi faccia questi discorsi... Come vede, io le do ancora del lei... anche perché sono successe certe cose, ho capito di aver sbagliato...sono stata troppo una sciocca, stupida... ho agito con leggerezza ...Sì, sì... non mi interrompa, per favore, lo so quello che lei vorrebbe rispondermi: la colpa è mia, tutta, tutta mia... ma adesso... mi assumo bene consapevolmente le mie responsabilità ... Veramente... Però, adesso, basta!... Ho chiuso i conti col passato...
Venanzio:No, no! Non è possibile una storia come questa! Lo vedo solo guardandoti negli occhi... non è finito nulla... è ancora tutto aperto, per te... e per me .... quello che c’è stato tra noi ha lasciato un segno... e visibile... Un segno su di te... e su di me...Ed è per questo che mi sono deciso di venir qui, da te, per farti una proposta...
Gertrude :Una proposta!?
Venanzio:Sì! Scappa insieme a me, Gertrude! E’ da un mese, da quando non ci siamo più rivisti, che non riesco più a dormire, che penso sempre a te... ai tuoi occhi così dolci, alle tue mani tanto tenere, ai tuoi baci...(la guarda teneramente )
Gertrude:Non mi guardi in quel modo che mi fa accapponare la pelle! (campanello )Stanno suonando alla porta... Adesso cosa dovrà dire la gente se lo trova qui, in questa casa? Lei ed io, insieme, da soli?
Venanzio:Che dica pure ciò che vuole...quello che bisogna dire: la verità! ( cerca di afferrare una mano di Gertrude che si divincola e va ad aprire )
scena quarta
(Ferri e detti)
Ferri:(entrando) Oh! Ha visite! ( con malizia ) Buongiorno, signor Venanzio, come mai da queste parti?
Venanzio:Sono venuto a portare della merce mancante
Ferri:Che bravo lavoratore! Lavora anche di domenica!
Venanzio:Si fa quel che si può...Con i chiari di luna del giorno d’oggi non si può certo rimanere con le mani in mano!...
Gertrude:( seccata ) Ha bisogno?
Ferri:Sì! Sono venuta giusto per prendere quel pacchetto che suo marito avrebbe dovuto mettermi da parte...Si tratta del misto... tanto per avere a disposizione un po’ di prosciutto per fare un sandwich a mio figlio...
Gertrude:Vado in bottega a vedere. Chiedo scusa signor Venanzio..( via )
Venanzio:( visibilmente imbarazzato ) Bella giornata, oggi...vero?
Ferri:Come tutte le altre: né bella né brutta...
Venanzio:Volevo dire: finalmente un po’ di sole...
Ferri:( maliziosa ) Da un mese a questa parte il sole non è mai mancato, almeno dalle nostre parti...Non so se a casa sua, nel suo paese....
Venanzio:( deciso ) No! ecco: al mio paese no!...C’era una nebbia fino all’altro ieri...
Ferri:Nebbia? Ah sì? Anche d’estate? Ma in che paese vive lei, signor Venanzio?
Venanzio:Sì, sì! Nebbia anche d’estate! E’ una specialità di Magenta
Ferri:Ah! Perché lei è di Magenta? Non lo sapevo!
Venanzio:Sì, di Magenta, magentino...
Ferri:E a Magenta, vero?, a Magenta, come lei afferma, il tempo è schifoso, non come qui da noi in viale Valganna?
Venanzio:Proprio, proprio... il sole, qui a Varese, è diverso da quello di Magenta...
Gertrude:( rientrando ) Ecco il suo pacchetto ... Speriamo che vi sia tutto...
Ferri:E perché no? Il signor Aldo è un tesoro di bottegaio! (maliziosa ) Fortunata lei, che ha un uomo d’oro, signora Gertrude...
Gertrude :(che non raccoglie ) Già fortunata...
Ferri:Mi può segnare la spesa sul libretto? ( le porge un libretto blu ) lo salderò domani il mio debito...non è poi molto, vero?
Gertrude:( controlla ) Sessantamila e trecento cinquantacinque lire
Ferri :Va bene... Grazie!...Arrivederci...
Gertrude:A lei...
Venanzio :Buongiorno... ( Ferri via )
scena quinta
( Gertrude e Venanzio )
Gertrude:E adesso? Ha visto? Adesso la Ferri informerà tutto il viale Valganna!
Venanzio:E lascia che informi tutta Varese...! Non me ne importa proprio un bel niente... a me importa solo di te!
(Tenta di abbracciare Gertrude, che si oppone con forza )
Gertrude:Non mi tormenti più! Gliel’ho già detto! E’ finito tutto tra noi! Tutto, tutto! Tutto finito!.
Venanzio:Non è finito niente invece! Ed io ti voglio bene ancora più di prima! (tenta di nuovo di abbracciarla. Gertrude si oppone, ma più debolmente )
Gertrude:Non parli in questo modo! Pensi che sono una donna sposata!
Venanzio:Brava! Ed è proprio questo che mi manda in bestia! Pensarti fra le braccia d’un bruto simile!...(accenna a una foto del marito )
Gertrude::Ho sbagliato e adesso sto purgando i miei peccati...Ma vada via da qui, se veramente mi vuole bene...se vuole vedermi felice...
Venanzio:Ti voglio bene, sì! Ti voglio bene ( l’abbraccia e Gertrude non si oppone più )
Gertrude :( con uno scatto )O Dio! Che sto facendo? Venanzio! No! Che stiamo facendo!?... mi fa perdere di nuovo la testa! Una seconda volta!
Venanzio:Lascia dar sfogo al tuo sentimento...perché, vedi, è il sentimento che parla...
Gertrude:No! Non dica delle atrocità! E’ il demonio!
Venanzio:Via...via... ( cerca di riabbracciarla )
Gertrude:No!...ti ho ceduto...è vero... ma adesso voglio acquistare la pace...Voglio rimanere sola con i miei peccati, nel mio dolore, nel mio sbaglio...Devo già sopportare una penitenza solo al pensiero di averti dato retta una prima volta .... e di aver tradito mio marito, la mia famiglia...
Venanzio:Che gran peccato! Tradire un marito... E quello per giunta! Non è un marito chi fa vivere la moglie nella ... nella palta... ( Gertrude ha un debole cenno di protesta )
Bel marito quello!...Pensa solo a se stesso, alla sua bottega...che vale più di sua moglie... pensa ai soldi ...Ma questi sono orizzonti limitati da... ( campanello )
scena sesta
( Moioli e detti )
Gertrude:C’è ancora gente, se la trovano qui addio! Vada di là nel retrobottega: non si faccia vedere qui per l’amor di Dio!
Venanzio:Vado, ma solo a un patto ....( campanello )...che dopo...
Gertrude:( spingendo fuori di forza Venanzio )Via...Via...!( va ad aprire ) Che si accomodi signora Moioli...Di che cosa ha bisogno?
Moioli :( guardandosi attorno ) Sola?
Gertrude :Sì, perché?
Moioli:Mi pareva di aver sentito delle voci ....
Gertrude:Delle voci...? ( tra sé ) Pettegola! ( ad alta voce ) Forse avrà sentito la radio...
Moioli :Ma se non è nemmeno accesa?
Gertrude:L’ho spenta or ora... prima di venirle ad aprire
Moioli:( titubante ) Sarà...Mi sarò sbagliata... Però, quella voce ....
Gertrude:( energica ) Allora, cosa posso servirle?
Moioli:Sono rimasta senza pane e ho degli ospiti...Sa...? Mio figlio invita i suoi amici senza avvertirmi e così...
Gertrude:Vado nel retro a vedere se caso mai ne è avanzato un po’
Moioli :La seguo...
Gertrude:( spaventata ) No, no! Che non si incomodi, via!...
Moioli:Ma di chi ha paura? Nasconde forse un amante?
Gertrude:Ma cosa sta dicendo? Vuole offendermi?...Il fatto è...il fatto è...
Moioli:Il fatto è...?
Gertrude:Sa... essendo domenica... se capita la finanza...
Moioli:Se è per quello... allora mi fermo qui...Non voglio metterla nei pasticci...
Gertrude :Ecco...Grazie!...Vado e torno...
Moioli:( al pubblico ) Sì, sta fresca, se le credo...La finanza!...Non me la dai a bere tanto facilmente!...( va a spiare attraverso la porta ) Non so come si faccia ad essere così sfacciata!...Povero signor Aldo! Che razza d’una donna s’è scelto!? ...La finanza! sì! ...Ma non dirne più di storie, non dirne!( Sta per affacciarsi di nuovo quando Gertrude torna )
Gertrude:Ho fatto presto? Ecco il suo pane...Speriamo che basti. Se caso mai non bastasse ... o se avesse bisogno di qualche cosa d’altro, non faccia tutta la strada per niente, oggi il Nino si ferma qui a mangiare . E’ abbastanza una telefonata e le faccio un bel servizio a domicilio senza sovrattassa, per lei, che mi è così simpatica ...
Moioli:Grazie...Ma credo di non aver più bisogno di nulla... quanto le devo?
Gertrude:Duemila lire...
Moioli:( dà il dovuto ) Grazie ancora...E che mi scusi se sono venuta a disturbarla ...
Gertrude:Si figuri! Non è nemmeno il caso di scusarsi! ( tra sé ) Bisbetica!
Moioli:Arrivederci. ( tra sé ) La finanza, eh!? ( via)
Gertrude:Arrivederci. ( aspetta che Moioli sia uscita, poi va a chiamare Venanzio) Cessato allarme...Può tornare. (Venanzio esce )Ecco! Vede? Alla Ferri si è aggiunta la Moioli: è completo il panorama delle malelingue! Quelle due donne insieme sono capaci di far dimettere anche il presidente della Repubblica!
Venanzio:Io, per me, me ne frego!...
Gertrude:E a me non pensa! Se ne frega anche di me?
Venanzio:E come potrei?
Gertrude:E allora che lasci tranquilla, non mi tormenti più!
Venanzio:Non voglio tormentarti, voglio solo che tu venga via con me!
Gertrude:Una piccola cosa, per lei!
Venanzio:E’ l’amore!...
Gertrude:Sta parlando a vanvera ...
Venanzio:Parlo con cognizione di causa...
Gertrude:Basta! Sono costretta a buttarla fuori di casa mia...
Venanzio:Me ne andrò...Visto che non ho più niente da sperare...
Gertrude:Non c’è mai stato nulla da sperare
Venanzio:Visto che le porte del tuo cuore sono chiuse ermeticamente, che nemmeno la carica dei mille potrebbe sgominarle....E’ l’ultima parola? (Gertrude nasconde la faccia) Ti ho chiesto se si tratta dell’ultima parola.
Gertrude:( senza alzare il volto ) Che se ne vada via per piacere...
Venanzio:Andrò...andrò...L’ho promesso... e quello che prometto mantengo...io! ( Gertrude vorrebbe intervenire, ma Venanzio la ferma )Ma... almeno per questa volta... per l’ultima volta, permetti che mi porti via un bel ricordo di te...Prima di tutto... sorridi... dai su... sorridi...( Gertrude abbozza un sorriso un po’ freddo, poi via via più convincente) Ecco, così, brava, brava... vedi che sei ancora capace di sorridere...? ( adesso Gertrude sorride apertamente ) e...( Venanzio le si avvicina e la bacia. Gertrude dapprima cerca di respingerlo, poi cede, affettuosamente ) Addio, Gertrude, addio! ( Venanzio via )
scena settima
( Gertrude e Rosa)
Gertrude:( rimane sulla scena evidentemente commossa. Poi va ad un cassetto dello scrittoio e ne estrae un involucro di lettere, ne scorre alcune...Si commuove maggiormente fino alle lacrime... Poi tra sé...) Venanzio, Venanzio.... ( mette le lettere sul cuore ) perché continui a tormentarmi con le tue parole...?! Il mio cuore sta impazzendo... anch’io ti voglio bene, Venanzio... anch’io... e il Signore lo sa quanto desidero scappare via con te... ma...ma ...non posso no... non posso no...no...no...( piange )
Rosa ( entrando dopo aver bussato )
Come va Gertrude? Che fai? Piangi?
Gertrude :( asciugandosi gli occhi)Insomma....
Rosa:Ma che cosa è successo? Dimmi? Guarda un po’ che faccia che hai! Hai litigato ancora con tuo marito? Sei bianca come uno straccio!
Gertrude:No! Non è nulla!...Ho...ho appena finito di tagliare le cipolle per il risotto...
Rosa:Mi stai mentendo... La tua non è una faccia che abbia appena terminato di pulire le cipolle...( al pubblico )
Guardate, guardate anche voi...( Le gira il volto verso il pubblico ) Non mentire a tua sorella... E poi ... sai chi ho incontrato sulle scale? Il signor Venanzio...
Gertrude:( trema ) Ma...ma...Io... Insomma...lascia perdere...
Rosa :Lascio perdere un bel niente!
Gertrude:Lascia perdere, ti scongiuro...se mi vuoi bene...
Rosa:Ma è proprio per il tuo bene che mi permetto di mettere i puntini sopra le “i”. Sono ancora la tua sorella maggiore, se non mi sbaglio... e posso darti dei consigli... Mi pare che tu stia sbagliando tutto.
Gertrude :Come?
Rosa:Dai! Non fare la commedia con me! Guarda che prima o poi a seguire il signor Venanzio finirà male per te...
Gertrude :Ma io non seguo nessuno...
Rosa:Bugiarda! Bugiarda e falsa! Il Venanzio mi ha confidato tutto, credendo di farmi fare il suo e tuo gioco... razza d’uno stupido. Nella mia vita non ho mai fatto la ruffiana per nessuno, tanto meno per lui, o per te!
Gertrude :Che sciocco!
Rosa :E tu allora!?
Gertrude :Ma è tutto finito, è acqua passata...
Rosa:Sì, ma tuo marito?... tua figlia?
Gertrude:( piangendo ) Ma io... no...
Rosa :Vedi? E adesso che intenzioni hai? ( rumori dal fondo )Sta arrivando qualcuno... Non farti trovare in questo stato...Vai in camera a rimetterti un po’ in ordine. Senti che baccano sulle scale! Deve essere sicuramente tuo marito...e sarà meglio per te non farti trovare in lacrime! ( Gertrude esce )
scena settima
( detti, Aldo e Venanzio )
Rosa:Povera donna! Povera sorella! Che cosa ha mai combinato! ( rumori dal fondo sempre più forti, risate fragorose) Questo è mio cognato. Lo distinguo distante un miglio: è la sua risata!
Aldo:( entrando ) Avanti, avanti signor Venanzio! Senza paura, avanti! Faccia conto di stare a casa sua, senza complimenti!
Venanzio:( timido ) Permesso?
Aldo:Ah! Rosa, ci sei anche tu? Bene, benissimo! Siamo al completo. Le presento mia cognata: Rosa Strampalezzi, vedova Tibiletti...
Venanzio:Ci siamo già visti... già presentati... e... conosciuti
Aldo:Ah, sì!? Allora meglio! E’ come stare in famiglia...E... la mia “ragazza” che fine ha fatto?
Rosa:E’ in cucina... a trafficare con le pentole
Aldo:Bene bene, benissimo! Se Gertrude traffica con le pentole, noi trafficheremo con quello che c’è dentro...e senza complimenti! I complimenti li lasciamo fuori dalla porta...Ma intanto che aspettiamo, prendiamoci un aperitivo...Cosa posso offrire?
Venanzio :Niente!
Aldo: Ma che niente!? Un bel Martini...
Venanzio:Se va bene per lei, va bene anche per me...
Aldo :Bravo! ( mentre prende l’occorrente per bere )Ho incontrato il signor Venanzio in piazza della chiesa, appena terminata la messa. Così mi sono permesso di invitarlo a pranzare insieme a noi... Anche se oggi non si tratterà di un pranzo del giorno di Natale... ma un piatto alla buona per gli ospiti di riguardo in questa casa c’è sempre
Rosa :( freddamente ) Hai fatto bene...
Venanzio:Veramente, io non volevo accettare...
Rosa:Ecco: non doveva accettare
Aldo:No! No! Cosa dici mai, Rosa!? Già il signor Venanzio è timido, ha paura di disturbare...(alzando il bicchiere dell’aperitivo ) Che beva, su...che beva
Venanzio:Salute!
Rosa:Salve
Venanzio:( timoroso ) E sua moglie?
Aldo:Tè! Non ci ho nemmeno pensato... Va bè! Berrà dopo!...da sola ...Rosa fammi un piccolo piacere... Va’ a vedere cosa sta combinando tua sorella...Dille che abbiamo ospiti, di non farsi attendere troppo, di venire almeno qua a salutare, altrimenti il signor Venanzio potrebbe andar in giro a spifferare che siamo dei maleducati.
Venanzio :Io?! No di certo! ( Rosa via )
Aldo :( fissa negli occhi Venanzio )No! Lei no!! Lei è un bravo ed onesto uomo ...e un bravo e onesto viaggiatore...Certe volte fin troppo insistente...Ma... ma...lei non è sposato?
Venanzio:No.
Aldo:Ecco: mi pareva! Troppo timido!...Ma perché non si dà una mossa? Mi scusi eh se mi intrometto... Con le donne, sa?, non bisogna essere timidi, ci vuole coraggio...prenderla dalla parte giusta e ... via! Non lasciarsele scappare...Come dice il proverbio .... quando il corpo si frusta, l’anima si aggiusta... Allo stesso modo bisogna trattare le donne...Una frustatina ogni tanto e poi via!...A cavallo...!
Venanzio:Questa poi!
Aldo:E’ perché, non si offenda, lei non ha esperienza colle donne... Ma io... come prenderle, come tenerle...
( entrano le due donne )Ah! Finalmente: ecco Gertrude...
Venanzio:( impacciato ) Buongiorno, signora Gertrude, suo marito ha tanto insistito... ha voluto disturbarsi
Aldo:E dai...!
Gertrude :( imbarazzata ) Che bella sorpresa...!
Aldo:( a Venanzio che sta per parlare) Senza problemi... eh! Senza problemi!
Gertrude:Ma sì...è...è ...un piacere...stare qui... tutti insieme
Aldo:Sente che cosa dice la mia signora? E’ un piacere! E lei che voleva andare a mangiare in un alberghetto di quarta categoria! Di domenica poi!...Solo e soletto come un cane...E poi... le faccio una confidenza tutta speciale... lo sa che mia moglie ha una devozione straordinaria per il signor Venanzio?...Che quasi quasi sarei tentato d’essere geloso?
Gertrude:Via! non dire stupidaggini!?
Aldo:Ma sì! Dai! E’ inutile nascondercelo! Lei, signor Venanzio, è l’unico viaggiatore che mia moglie rispetta... Nessun altro viaggiatore ha il rispetto che riesce ad ottenere il signor Venanzio...Ma con lei è diverso...Per lei c’è una venerazione speciale! Non si può nasconderlo! E’ la verità!
Venanzio:Mi mette in imbarazzo...
Gertrude:Io pure sono confusa... Dai, Aldo, smettila!
Aldo:Non voglio mettere in confusione nessuno! Oggi è festa e bisogna stare allegri...Rosa cosa ne dici?
Rosa:Una volta alla settimana un po’ d’allegria si può pur fare...
Aldo:Meno male che la mia cognatina ragiona bene per san Giusto!...Allora (alza il bicchiere ) Allegria!
Venanzio:( alza il bicchiere ) Allegria!
Aldo:E crepi l’avarizia! E l’invidia e la malinconia! Hei! ( con una spallata a Venanzio ) Quello che ci vuole ci vuole! Su con la vita! Abbasso la malinconia!...Anzi...dopo pranzo sapete cosa facciamo? Accendiamo lo stereo e facciamo quattro salti tra noi...E’ capace lei di ballare, signor Venanzio?
Venanzio:Non troppo...
Aldo:Non fa nulla! Ballerà ugualmente! Le presto mia moglie, le insegnerà a ballare come si deve! Hei! Nient’altro, ma la mia Gertrudina balla che è una meraviglia! Per mezza giornata è tutta sua, la mia mogliettina...Solo per mezza giornata, eh!? Non è contento?
Gertrude:Ma...
Venanzio:Ma non è il caso...
Aldo:Via la timidezza! Per oggi! Non abbia paura...signor Venanzio...Via la timidezza e... allegria...allegria...!
TELA
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ATTO III
Scena prima
(Nino e Antonella )
Nino:Come sta il papà?
Antonella:S’è lamentato tutta notte.
Nino:E’ stato un brutto colpo, eh?
Antonella:Non sembra vero, guarda! Io certo non lo sospettavo minimamente...
Nino:Eppure il signor Venanzio sembrava una persona così dabbene, così compita...Ed anche timido per giunta...
Antonella:E mia mamma che si è lasciata trascinare nella rete...Ma come ha potuto?
Nino:Povero papà! Tanto sicuro di sé, dei suoi princìpi: con i piedi per terra, non tra le nuvole, come soleva dire...Con le sue sentenze, la sua esperienza, i suoi esempi...Ti ricordi quello che citava sempre? della vela in mare aperto? Ti ricordi? diceva: Quando tutto va bene, la vela sta su dritta, ma quando qualcosa incomincia ad andare storto, allora ecco che la vela va giù, si rovescia, cola a picco...Io il dialetto non lo so pronunciare bene, però ripeteva sempre: diritto e rovescio...diritto e rovescio ...Adesso...
Antonella:Adesso è lui che è finito con le gambe all’aria. E ha la sconfitta scritta sulla faccia. E’ un animale ferito... e ferito mortalmente...
Nino:Certo però che anche tua madre...
Antonella:Ma io sono convinta che la colpa non sia tutta di mia madre...
Nino: La difendi pure?
Antonella:No! Non la difendo! La condanno, anzi! Anche perché alla sua età... non sono cose che si devono fare...
Nino:Alla sua età? Esiste un’età in cui si può abbandonare casa e marito ed una invece che non si può?
Antonella: Non dico questo... Ma lei ormai... Stavamo così bene insieme...da più di vent’anni...( nel frattempo appare Aldo, visibilmente depresso, cammina trascinando i piedi )
scena seconda
( detti e Aldo )
Antonella:Ti avevo raccomandato di stare ancora in letto...Anche il dottor Biscotti t’ha...
Aldo:Non nominarmi i biscotti, ti prego... Che sono stati la mia rovina...
Antonella:Se il dottore si chiama così non è colpa mia...
Aldo:Ebbene! che cambi nome...Altrimenti in casa mia non entra! Glieli faccio vedere io i biscotti
Antonella:Senti, papà, è ora che te ne faccia una ragione...
Aldo:Una ragione, dici?!... Quale ragione? Come posso, io, ragionare? Prova tu al mio posto se ne sei capace...
Nino:Antonella non ha tutti i torti...Quel che è successo è successo...Ora si tratta di ricominciare a vivere,anche se non tutto è andato per il verso giusto, bisogna incominciare a raddrizzare la barca, cambiar vela...e via!
Aldo:Via!? E dove? Dove posso andare io? Alla mia età? E poi non lo sai che appena metto piedi fuori di casa tutto il viale Valganna è lì pronto a saltarmi addosso e a mangiarmi in quattro bocconi? Non ti rendi conto di quanto sia contenta la gente delle disgrazie altrui? Ridono, loro, questi villani che non stanno più nella pelle! E i bambini Anche loro come i grandi, anche loro, peggio dei padri! L’altro ieri, ad esempio, me ne
stavo tranquillo nella mia bottega quando entra un bambinello di otto o nove anni. Mi dice: con buona educazione, si capisce: vorrei un gelato...Pronto, gli rispondo io... questo qui è di tuo gusto?... No insiste lui, vorrei un cornetto, che vedo che ce ne ha tanti lei... Hai capito? Anche i bambini si sono messi d’accordo per prendermi in giro...
Nino:Sarà stato un caso... E poi è inutile rimuginare il passato....
Aldo:Certo, eh! Lo devo confessare: anch’io ho avuto le mie debolezze, ho fatto i miei sbagli! Non sono certo nato per San Perfetto... Non sono stato un marito molto sentimentale...a volte sono stato un po’ brusco, poco tenero, ...Ogni tanto mi dimenticavo di dare a mia moglie qualche bacio, o qualche anellino, o un piccolo braccialetto per il suo compleanno o per il suo onomastico...Va’ bene, lo confesso... avrò anche
sbagliato...! Però lei... lasciarmi qui così... scappare via improvvisamente... senza dire né bè né tè! (tragico ) Abbandono di tetto coniugale!
Antonella:Non pensarci più adesso. Prendi qualcosa da bere per il momento e cerca di dimenticare... ( Aldo scuote la testa ) Dai! Bevi qualcosa per tirarti su! ( Aldo di nuovo rifiuta ) ( campanello )
scena terza
( Benedetto e detti )
Benedetto :Permesso? Si può?
Aldo:Avanti! ...Oh! Ecco qua il mio amicone! Sei venuto a portarmi gli oli santi?
Benedetto:Che cosa vuoi dire? Sì, sei un po’ pallido, però nonostante ciò ti vedo abbastanza in gamba...?
Aldo:( si alza ) Sì, per quello....le gambe ce le ho! Ma ogni tanto fanno Giacomo Giacomo, soprattutto in questi momenti...
Benedetto:Bè! Cosa pretendi? Non sei più un ragazzino! Hai i tuoi anni!
Aldo:Io? Io non pretendo nulla, io!! Io son sempre rimasto al mio posto...In prima linea...a combattere... cioè a lavorare... Piuttosto c’è stato qualcun altro che non si accontentato di rimanere al suo posto.. che è venuto in casa mia e mi ha portato via la mia roba, tutto quello che mi era rimasto: mia moglie...
Benedetto:Senti, Aldo! Ti parlo da amico, ma da vero amico...Dimentica tutto...Quel che è successo è successo....Mettici una pietra sopra e... ricomincia a vivere... una nuova vita...
Antonella:E’ quello che gli abbiamo suggerito il Nino ed io...
Aldo:Non posso! E’ come se mi avessero conficcato qui un chiodo ( indica la testa ) e qui ( indica il cuore ) Non posso!... Com’è triste la vita! E pensare ... e pensare che il Venanzio, quella bestia, l’avevo presentato io a Gertrude... alla mia Gertrudina ( si commuove ) quel viaggiatore...quel...quel porco! E sono proprio stato io, con questa bocca che gli suggerivo...che vada da lei, che non faccia il timido, che non abbia paura...Hei! Altro che paura! Altro che timidezza! Era una finzione unica per imbrogliarmi... in casa mia... sotto i miei occhi..., sotto ai miei baffi...Mi ha combinato proprio un bel servizio quel...quel porco! Un bel servizio a domicilio...
Benedetto:Se devo farti ricordare tutti i brutti avvenimenti che hai dovuto sopportare, non vengo più in casa tua a trovarti...Anzi, vado via immediatamente, subito... Non voglio vederti piangere o farti soffrire...
Aldo:Non piango, no! Non ho più lacrime per poter piangere.. ( in maniera melodrammatica ) Guarda se non è vero! ( si avvicina con il volto a Benedetto )
Benedetto :Le lacrime non le avrai più, però hai una faccia
Antonella:Per forza: non mangia più...
Aldo :Taci!
Antonella:Oh già! Per te io non conto nulla! Devo solo tacere e basta!
Aldo :Non l’ho detto...
Antonella :Ma...
Aldo:Cosa vuoi dire con questo “ma”? Che ti ho trattata male? Che ti ho fatto patire la fame? Che ti ho mandato in giro senza vestiti?
Antonella:Ma...
Aldo:Ma on corno! Non sai riconoscere i sacrifici che ho sostenuto per te...Non hai il diritto di parlare così a tuo padre...!
Benedetto:Aldo, scusami se m’intrometto.... ma non mi pare che tua figlia t’abbia offeso per trattarla così...
Aldo:No? So già ben io che cosa volesse dire con quel “ ma” ...
Antonella :Se non posso parlare esco!
Aldo:E già lei esce, se ne va! Come sua madre! Lei non dialoga! Lei scappa! ( Antonella via, seguita da Nino che vorrebbe trattenerla, ma non riesce)
Nino:Antonella, Antonella...!
scena quarta
( Aldo e Benedetto )
Benedetto :Hai visto che cosa hai combinato?
Aldo:Io?! Ma io non ho combinato proprio un bel niente! E’ stata lei a cominciare!
Benedetto:L’hai offesa con i tuoi discorsi strampalati...( Aldo reagisce ) No! Non credermi in cattiva fede, adesso! Capisco: stai attraversando un momento del tutto particolare, ... Però non puoi trattare in questa maniera una figlia che ti vuole un bene dell’anima...
Aldo:Sì? Ma...ma è scappata!
Benedetto:E dai! Ma non ti accorgi che sei tu che fai scappare le persone da casa tua?
Aldo :Mi offendi...
Benedetto:Ricominci? Parlare da amico significa per te offenderti? E come ti dovrei parlare ? Sentiamo! Come ti parlano i vicini di casa, o i clienti, che quando ti incontrano ti fanno dei grandi inchini e dei grandi salamelecchi e poi, dietro le spalle non hanno timore di macchiare il tuo nome, quello di tua figlia ed anche quello di Gertrude? ( Aldo dà segni di scontento )Sì, sì! Maledicimi pure! Intanto però mi sfogo! Perché sono il tuo egoismo, la tua cecità, la tua voglia di non ascoltare mai gli altri che hanno causato tutti i guai...( Aldo alza le spalle )Abbi almeno un po’ de riguardo verso tua figlia, visto che per tua moglie non ne hai mai avuto... (pausa) Non parli? ( Aldo alza le spalle )Fai orecchie da mercante? ...Mi si stringe il cuore a parlarti in questa maniera...ma è forse l’unica per farti rinsavire un po’! Ho torto o ragione?
( Aldo si gira dall’altra parte offeso )Bene! Non rispondi... ti stringi nelle spalle... mi dai torto...Vedo di aver buttato via il mio fiato... vorrà dire che me ne andrò anch’io da questa casa!...Addio!( Aldo solo )
Aldo:( nervoso, cammina avanti e indietro, borbotta fra sé, gesticola, poi mentre si sta per accomodare su di una sedia, squilla il telefono ) Pronto! famiglia Trevalli... se si può chiamarla famiglia!...Lei chi è? ...L’avvocato Pompetta? ...Come... parli in italiano per favore che non riesco a capire....Ah! Trombetta!... Ah! ...Tra pompare e trombare non c’è molta differenza... Come?...No! ...Non dicevo a lei...No! Che si spieghi... l’avvocato di chi? ...Di mia moglie? ( interrompe di scatto la telefonata ) ( risquilla il telefono )
Pronto!... Sì...no...sì...è caduta la linea...Che dica... Un incontro?...Va bene... Sì...no...sì...no...Che dica...Non mi dica... che dica... Convengo con la di lei discrezione e sollecitudine... D’accordo... L’aspetto... bene ...a presto ...( ripone il ricevitore )Quando si mettono di mezzo gli avvocati, va sempre a finire male...
scena quinta
( Aldo ed Ernesto )
Aldo:( campanello: si avvia al telefono ) Ancora! Adesso gliene dico quattro! ( Alza il ricevitore)Pronto, pronto! (campanello ) Ah! suonano alla porta! ( va ad aprire )
Ernesto :Trevalli Aldo?
Aldo:Sono io!
Ernesto:Raccomandata espresso per lei!
Aldo ( prende e firma ):Che cosa sarà mai? Devo pagare qualcosa?
Ernesto:No! Niente che non si disturbi! ( allunga la mano)Le mance non posso accettarle... ( Tiene sempre la mano allungata con intenzione ) però se arrivano sono sempre bene accette...
Aldo:Se le cose stanno così, tanto di guadagnato! Arrivederci!( prende la mano del postino in segno di saluto )
Ernesto:( divincolando la mano e riponendola in atto di chi aspetta la mancia ) Tanto più che qui non ci sta nessuno che vede.. che potrebbe fare la spia... E poi... la lettera è importante...è una lettera della banca...e a occhio e croce si tratta di una qualche cambiale che scade o è scaduta...
Aldo:Tè! Menagramo! ( Gli dà la mancia ) ( Ernesto via )In che tempi bui siamo finiti! Non c’è più religione, non c’è più di rispetto per nessuno! Più di intimità! I segreti? Non si sa cosa siano! La discrezione? Ha cambiato faccia! I ladri? Sono brava gente! Ti rubano perfin la moglie...e tu sei obbligato a tacere!... Come siamo caduti in basso!( legge velocemente la lettera )Hei! Aveva ragione l’Ernesto, il postino! La banca mi avverte che ho il conto in rosso... Ma come è possibile? Che non sia più capace di fare quattro operazioni? Ma... ma...No! Fino a questo punto? Anche questo!...( lascia la scena, trascinandosi come un cadavere sui piedi malfermi...La lettera rimane sul tavolo, ben in vista )
scena sesta
( Rosa e Antonella )
Antonella:( sospettosa ) Non c’è. Forse è andato di là in stanza, oppure in retrobottega. Vieni, vieni, zia, che possiamo chiacchierare tranquillamente tra noi...
Rosa:E sì che che glielo avevo raccomandato a tua madre! Sta attenta, sorella, le dicevo, sta attenta! Guarda che sbagli a comportarti così! Non ragioni bene... un marito è sempre un marito...
Antonella :E la mamma...?
Rosa:E lei niente! Testarda come suo padre! Che Dio l’abbia in gloria.... Quando tuo nonno si metteva in testa una cosa, non c’era nulla da fare: nessuno era in grado di smuoverlo dalle sue idee!
Antonella :( nel frattempo vede la lettera e legge )Non ci posso credere... Eh no!... Non può essere vero quello che c’è scritto...
Rosa:Dammi ...fammi leggere anche a me...fammi vedere... ( legge a sua volta )Con la presente ecc...ecc.. che sono stati prelevati a nome di Gertrude Niada... mia sorella... trecento milioni... trecento milioni?...oh!! Ma qui c’è lo zampino del Venanzio...mia sorella non avrebbe avuto il coraggio di fare un torto così grande a suo marito...Però...ne ha di soldi tuo papà!
Antonella :Chissà se l’ha letta...
Rosa:Non fare l’oca, dai! E’ un espresso: per poterlo ricevere ha dovuto firmare e quindi l’ha letta senz’altro...
Antonella :Povero papà!
Rosa:Povero disgraziato!
scena settima
( Nino - Benedetto e detti )
Benedetto:Ma state ancora rivangando nelle disgrazie? Non si può consigliare l’Aldo di mettersi il cuore in pace se poi voi donne continuate a rimestare nel letame!
Nino:Tanto il signor Aldo è assente, non può ascoltare questi discorsi...
Benedetto:E tu non arruffianarti con l’Antonella!
Antonella:E’ sorta una complicazione...Se stiamo ancora parlando di disgrazie è perché in questa casa...
Rosa:In questa casa la civetta ha fatto i suoi bisogni, con rispetto parlando...
Benedetto:Oh! Diana! Cos’è successo di nuovo?
Antonella :Legga... ( Benedetto legge e successivamente dà al figlio )
Rosa :Ecco: che cosa dicevo?
Nino:Qui ci vuole un rimedio...
Benedetto:Bravo! Ha parlato voscienza! Secondo me...
Rosa e Antonella ( all’unisono ):Secondo me...?
Benedetto:Secondo me ci vuole un avvocato... Cosa ne pensi tu, Antonella?
Antonella : Ma...
Rosa:Ben detto! Nino, per caso, non ne conosci qualcuno, dato che frequenti, se nono mi sbaglio, quella gente lì...
Nino:Ci sto pensando... Forse...ma no...Però... può darsi...certo che...
Rosa:Allora?
Benedetto:Sbrigati se no facciamo notte...
Antonella:Lasciatelo pensare, no?
Nino::Ecco: ho trovato...Un mio compagno di corso ha il padre avvocato... Si chiama Trombetta...
Benedetto :Il nome è un programma...
Nino:Però, a parte la fama, mica lo conosco...Non so se potrebbe essere adatto al caso nostro...Personalmente non so nemmeno che faccia abbia...
Rosa:Fa’ niente: tentar non nuoce...
Antonella:Sì, ma... il papà sarà d’accordo?
Benedetto:Pensiamo noi a tutto... Anche a pagarlo...
Rosa:Oh, allora, sarà d’accordo senz’altro...
Antonella:E’ proprio un vero amico, lei...
scena ottava
(Aldo e detti )
Aldo:( vestito da mendicante, occhiali scuri, bastone, cappello sdrucito in testa, abiti trasandati...)Fate la carità, fate la carità al povero Aldo...fate la carità
Antonella :Ma sei matto?
Rosa:Stai dando i numeri? Dammeli giusti, almeno li metto al lotto!
Aldo:Non sto dando i numeri! Ancora non sono pazzo! Ma se vado avanti così forse lo diventerò veramente... Voi non conoscete ancora quello che mi è capitato...
Antonella:Purtroppo, invece, sappiamo quello che ti è successo, papà... e stavamo appunto riflettendo sul da farsi...
Aldo:Non avete letto bene... Non c’è più nulla da fare...tutto tempo perso inutilmente...Va’ a cambiarti: vestiti da scimmietta in modo da poter andare in giro a cercare la carità ...
Rosa:Mi prudono le mani quando sento parlare in questo modo...
Benedetto:Quello, che ti è successo è molto grave, ma ad ogni male si può trovare un rimedio...
Aldo:No, per quello che mi è accaduto il rimedio è solo questo ( butta in terra il cappello, prende una sedia, si siede col bastone fra le gambe, allunga una mano ) Fate la carità signori e gentili signore, abbiate pietà d’un povero cristo che è andato in malora grazie alla sua generosità...Fate la carità a un povero becco... Questa qui è mia figlia...frutto d’una debolezza...guardate come è conciata da sbatter via!...Ha ventun anni e pare che ne abbia quaranta...Povera bambina! Si è camuffata da scimmia per la vergogna di assomigliare ad un essere umano, in specie a una donna... le fa schifo l’umanità...e le donne soprattutto...( Benedetto cerca di intervenire per fermare la sceneggiata, ma viene fermato col bastone )
Come dice, lei, signore?... Chi devo ringraziare per questo bel servizio?... Mia moglie, naturalmente... Perché continuo a piagnucolare come un bambino...?
Benedetto:Basta! ( Gli prende il cappello e lo zittisce ) Basta! Non fare il pagliaccio! Non è in questo modo che si risolve la faccenda!
Rosa:Ma come ha potuto mia sorella arrivare a tanto...?
Aldo:E’ bastata una firma...Ecco come ha potuto...Fate la carità...Fate la carità al povero Aldo Trevalli, che è stato denudato dagli sciacalli...!
Benedetto:Ho detto che è ora di guardare in faccia alla realtà e prendere di petto la questione...
Nino:Io potrei consultare quel mio amico...Meglio: suo padre, l’avvocato Trombetta...
Aldo:Non si può!
Antonella:Aspetta prima di dire che non si può...ascolta!
Aldo :Non si può!
Nino:Ma devo solo mettermi in contatto e...
Aldo:Non si può!
Benedetto:Sei ostinato come un mulo! Ma perché ripeti in continuazione che non si può?
Aldo:Perché è l’avvocato di mia moglie...Meglio... della mia ex moglie... Mi ha fregato anche sul tempo...
Rosa:Non sarà certo l’unico avvocato?! Cerchiamone un altro ( Nino va a prendere la rubrica del telefono)
Aldo:Bene! Intanto che voi cercate un avvocato, io esco a cercare la carità... (esce)
Benedetto:Nino, io ti consiglierei di metterti ugualmente in contatto con l’avvocato Trombetta... per un consiglio, da amico, non si sa mai...
Nino:Bene, allora vado in cerca del Trombetta...Antonella, mi accompagni?
Antonella:Sì, vengo con te... se rimango qui impazzisco di più
Benedetto:Intanto studierò con calma la situazione... ma non qui... vado a casa mia...dove starò un po’ più tranquillo...E lei, signora Rosa?
Rosa:Uscirò anch’io. Dovrei far shopping...e ( guarda l’orologio ) non vorrei far tardi... Andiamo... ( escono tutti)
scena nona
( Aldo, Trombetta, Gertrude )
Aldo:( entrando con Trombetta)Se arrivava qualche istante dopo non mi trovava in casa. Che si accomodi avvocato Trombetta...( si affaccia sulla comune Gertrude )Tu no! Ferma lì! Non un passo in più che ti sparo!
Trombetta:Che la mi scusi, signor Aldo, ma avrei desiderio che la sua gentile consorte la stesse un po’ più vicino... Permette?
Aldo:Se proprio è necessario! Ma mettiamo subito in chiaro che il permesso io a quella lì non gliel’ho dato!
Trombetta:Glielo concedo io! Va bene ? Assumo ogni responsabilità! Ma che venga avanti signora Niada, su...!
( Aldo si sposta quando vede avvicinarglisi la moglie ) Oh! Finalmente stiamo accomodati! Ora, qui riuniti, noi ragioneremo con calma, tra uomo e uomo...
Aldo:E allora cosa c’entra lei?
Trombetta:Lei c’entra perché è oggetto del contendere...E poi bene o male sarà l’ultima volta che la vede... quindi gli domando solo un piccolo sforzo...Intesi?
Aldo:Se la poniamo su questo tono...
Trombetta:In qualità di rappresentante della signora Niada qui presente vorrei mettere per iscritto due o tre cose...
Aldo:Di che si tratta?
Trombetta:Si tratta di definire la questione finanziaria, dato l’accrescimento di ricchezze e mobili e immobili che in vent’anni si sono riprodotte... Facciamo dei conti, in parole povere...
Aldo:Aspetti un attimo che vado a prendere carta e penna. ( ritorna mostrando con enfasi al pubblico la lettera di cui sopra )Ecco fatto
Trombetta:Dunque, la sua bottega ha un valore di seicento milioni ( Aldo annota ) Il terreno di Bizzarone, con annessa cascina rustica, diciamo cinquecento (Aldo annota ) Due appartamenti in via Milano ( Aldo annota e mostra al pubblico la lettera) trecento milioni cadauno...Ecco possiamo iniziare da qui...
Aldo:Io incomincerei un po’ più a monte...
Trombetta :Cioè?
Aldo:Sarebbe a dire quanto segue...Che prenda appunti, signor avvocato, non si sa mai...Il qui presente Aldo Trevalli, in qualità di rappresentante di se stesso, dice conferma e sottoscrive che: punto primo: che dal suo conto corrente numero... ( prende la lettera ) numero 376189 barra uno... mancano bensì trecento milioni...sottratti, non è uno scherzo, dalla qui presente Niada...
Gertrude:Non è possibile io non ho fatto nessuna firma...
Aldo:Ah, no!? E questa qui che cos’è? Il ritratto di Michelangelo? ( Gertrude prende la lettera poi la passa all’avvocato )
Trombetta:Ciò cambia alcune cose... Ma signora perché non mi ha mai detto di queste sottrazioni?
Aldo:Chiamale sottrazioni tu!
Gertrude:Io non ne sapevo niente...
Aldo:E ora?
Trombetta:Bisogna studiarci sopra...
Aldo:Quanti studenti oggi in questa casa!
Trombetta:Posso prender nota?
Aldo:Prenda quello che vuole...
Trombetta:( dopo aver preso appunti ) Bene! Sono a posto! Le chiedo scusa, signor Trevalli, anche a nome della mia cliente...Ritornerò quanto prima per ridefinire le cose...
Aldo:Quando decide di venire sono a sua completa disposizione...
Trombetta:Andiamo, signora Niada, andiamo...( Gertrude e Trombetta via )
Scena decima
( Aldo, Nino, Antonella )
Aldo:( visibilmente soddisfatto )Mi son tolto un peso dallo stomaco! Quasi quasi mi sento rinascere... Eh! Mi pareva, a dir la verità, che la faccenda puzzava un po’ troppo! Anche perché la Gertrude è sì una donna irriconoscente, sgradevole, strega, però...pur con tutti i difetti di questo mondo, non è mai stata capace di rubare....Si sentiva lontano un miglio che c’era sotto lo zampino del Venanzio...( al pubblico ) Vi farò una confidenza...In un primo momento il Venanzio m’aveva fatto una buona impressione...Dopo però, non riuscivo più a togliermelo dal negozio...ed è stato in quel frangente che m’è venuto persino un dubbio...un sospetto...Ma cosa volete mai? Io non sono come quei napoletani gelosi, sospettosi, morbosi...Ho lasciato andare l’acqua secondo il suo corso naturale...E così l’acqua, cioè il Venanzio, m’ha portato via la moglie...Sì, ma adesso, se mi viene nelle mani... gli spacco la schiena, e un po’ più in giù, gli spacco! Questa è la storia, chiara e netta...altro che i biscotti latte e miele!
Nino (d.d.):Permesso? ( entra insieme con Antonella) Non sono riuscito a rintracciare quel mio amico, né tanto meno suo padre, l’avvocato...Gli ho lasciato comunque un bigliettino da visita nel caso che...
Aldo:Di quale avvocato parli?
Nino:Ma del Trombetta, no?
Aldo:Sfido io che non lo trovavi... E’ appena uscito da qui, un momento fa...
Antonella :C’era qui il Trombetta?
Aldo:Certo! Seduto su quella sedia...E con tua mamma per di più...
Antonella:.E cosa volevano?
Aldo:( indifferente ) Niente...Niente di speciale... Si trattava di fare un po’ di conti...tutto lì...E intanto che facevano i loro conti, si sono accorti che mancava l’oste...cioè che trecento milioni erano fuori posto... Passati, chissà come, da una mano all’altra....Senza che la sinistra sapesse quello che faceva la destra... Proprio così!
Nino:Gli ha parlato del conto corrente?
Aldo:E’ proprio lì che li ho presi in fallo!
Antonella:E la mamma?
Aldo:La ma...( colpo di tosse ) la ma...( tosse ) la mamma ... la sta bene... Mi sembrava un po’ ingrassata
Antonella:Ingrassata?
Aldo:Saranno stati certamente i biscotti latte e miele che mangiava di nascosto dal Venanzio...
Antonella:E i trecento milioni? Li ha presi davvero lei?
Aldo:Su questo giurava e spergiurava di no...Però qualcosa ha preso.. .te lo assicuro...
Antonella:Beh! Meno male che col conto corrente lei non c’entra...
Aldo:Come? Non c’entra ? Non c’è ancora nessuna testimonianza a suo favore!
Nino:Ma la signora Gertrude non sarebbe mai stata capace di commettere un’azione così ignobile...Sono pronto a mettere la mano sul fuoco...
Aldo:Per la verità penso anch’io la stessa cosa... Gertrude avrà tutti i difetti del mondo... ma ladra no... non ha la stoffa...
Nino:Dopo la tempesta, finalmente un po’ di quiete...
Aldo:Bravo! La mia barchetta s’era voltata con le gambe all’aria... il culo rivolto verso il cielo, ed io stavo già andando a fondo... quando all’improvviso... ecco: la vela sembra che stia raddrizzando...
scena ultima
( Calcaterra e detti )
Nino( campanello):C’è qualcuno alla porta.
Antonella:Vai tu ad aprire?
Aldo:Fallo venire avanti, chiunque sia, anche il diavolo...
Calcaterra:Si può? Posso entrare? Permesso... Disturbo forse la quiete familiare?
Aldo:Ormai è qui! Cosa desidera, di grazia?
Calcaterra:Mi presento...Mi chiamo Calcaterra e sono il nuovo rappresentante della premiata ditta Melchiorre e Gioia, di Milano, rinomata soprattutto come ditta dolciaria... Voilà i suoi prodotti...( Calcaterra dispiega dei depliant sul tavolo ) Cioccolatini ripieni, fondenti, alla crema...biscotti latte e miele...
Aldo:Non nomini i biscotti latte e miele in mia presenza!
Calcaterra:Ma perché? Non li ha mai assaggiati i biscotti latte e...
Aldo:Ho detto che non voglio sentir parlare di quella roba lì...
Calcaterra :Ma...
Aldo:Ma un corno! Via! Ho detto...Via! ( si mette a rincorrere il Calcaterra per la scena ) Via! Via!
CALA LA TELA

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